Tasche gengivali: come curarle

 

Quando aumenta il solco gengivale si formano le cosiddette tasche gengivali, delle sacche tra dente e gengiva al cui interno si accumulano i batteri.
Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e come curarle per evitare che si determini l’avanzamento della parodontite.

Cosa sono le tasche gengivali?

Le tasche gengivali si formano a partire dal solco gengivale, un canale stretto e poco profondo ai lati del dente, che in condizioni normali misura da 1 a 3 millimetri. Quando ci troviamo in presenza di parodontite, invece, questo solco supera talvolta i 4 millimetri formando una tasca chiamata appunto tasca gengivale.
La diagnosi viene effettuata tramite il sondaggio parodontale, ovvero l’inserimento di una sonda di misurazione tra il dente e il bordo gengivale.
La causa principale è il deposito di placca batterica che se non viene rimossa provoca la distruzione dell’epitelio sulcare fino a poter arrivare alla caduta del dente. Ma ci sono anche altri fattori coinvolti, tra cui: fumo, mutazioni ormonali, stress e diabete.

Comunemente, tra i sintomi delle tasche parodontali troviamo:

  • presenza di solchi tra i denti (ritiro delle gengive ed esposizione delle radici dentali);
  • alitosi;
  • gengive sanguinanti, gonfie o irritate;
  • denti che si muovono.

Questi sintomi si manifestano soltanto nello stato avanzato della malattia. Infatti l’unico modo per salvaguardare e monitorare la salute del proprio stato orale è quello di sottoporsi frequentemente a una visita di controllo.

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Come si curano le tasche gengivali

Le tasche gengivali possono essere curate in 3 modi:

  • Ablazione del tartaro, effettuata attraverso un’accurata seduta di igiene orale
  • Curettage gengivale, un intervento che consiste nel raschiare e rimuovere la placca, il tartaro e il tessuto infetto (detartrasi) attraverso l’utilizzo della curette
  • Levigatura radicolare (scaling), sedute di pulizia radicolare profonda indicate negli stadi iniziali o nelle forme non particolarmente avanzate.

Il numero delle sedute dipenderà dalla gravità della situazione.

In seguito al trattamento, il parodontologo fornirà al paziente alcune linee guida per l’esecuzione di una corretta igiene orale domiciliare.

Nei casi di parodontite avanzata, sarà necessario ricorrere a un trattamento chirurgico che prevede due tipi di soluzione:

  • Chirurgia resettiva
  • Chirurgia rigenerativa

La chirurgia resettiva, mira a rimodellare l’osso che sostiene i denti e a rimuovere le tasche gengivali, eliminando placca e batteri e determinando l’arresto del riassorbimento dei tessuti e della distruzione dell’osso.

La chirurgia rigenerativa, invece, si occupa della rigenerazione del tessuto osseo anche attraverso l’innesto di biomateriali e sostanze chimiche. Attraverso l’innesto di un nuovo tessuto osseo, sarà possibile stimolare la formazione e rigenerazione dell’osso garantendo stabilità ai denti.
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