parodontite laser

Il laser può essere utilizzato per la cura della parodontite (piorrea). Recenti studi scientifici hanno dimostrato risultati simili a quelli ottenuti con altre tipologie di trattamento non chirurgico come il Root planing e lo Scaling. In questo articolo scopriremo come fa il laser a rimuovere il tartaro e la placca batterica che infiammano il parodonto e creano le cosiddette tasche parodontali, conosceremo i rischi e i benefici di questa terapia innovativa in modo semplice ma approfondito.

Cura laser parodontite: in cosa consiste?

Il trattamento laser per curare la malattia parodontale può sostituire il metodo di cura tradizionale o invece affiancarlo.

Nel primo caso il dentista usa il laser dentale al neodimio YAG per rimuovere dalla radice del dente la placca batterica che causa l’infiammazione del tessuto gengivale e la parodontite. Nel dettaglio si tratta dell’emissione pulsata di un fascio di particolari onde che sgretolano la placca senza danneggiare i tessuti molli. In questo modo la pulizia radicale è profonda ma non si utilizzano strumenti chirurgici che per il paziente possono risultare invasivi.

In caso di affiancamento alla tecnica chirurgica tradizionale si opera in questo modo:

  1. Un speciale laser rimuove il tessuto infiammato ed espone la radice dentale, facilitando le successive operazioni di rischiamento
  2. Si raschia la concrezione di placca che si è formata sotto la gengiva e attorno alla radice attraverso la cosiddetta curette (curettage).

In entrambi i casi, una volta terminato l’intervento di decontaminazione sottogengivale ci vorrà del tempo per permettere che il tessuto guarisca e la tasca dentale si richiuda. Ricorda comunque di mantenere sempre un’accurata igiene orale e che se cerchi un centro che fornisca un servizio di ablazione tartaro a Roma noi siamo a tua completa disposizione.

Terapia laser per la malattia parodontale: benefici e rischi

Secondo l’Accademia di Odontoiatria generale degli Stati Uniti, ci sono molti vantaggi nell’utilizzo del laser per curare la piorrea:

  • Non è necessario alcun anestetico come talvolta è richiesto per gli interventi di chirurgia orale
  • I laser possono colpire le aree infette in modo preciso
  • Sanguinamento, dolore e gonfiore sono limitati
  • I tempi di recupero e guarigione sono più brevi

Alcuni esponenti dell’Accademia Americana di Parodontologia (AAP) e dell’ANDI dicono che non esistono prove attendibili sui reali vantaggi di questa terapia alternativa in quanto non ci sono sufficienti prove che una particolare lunghezza d’onda del laser ottenga risultati maggiori rispetto al trattamento tradizionale. Ciò non significa che l’AAP o l’ANDI siano contro questa pratica odontoiatrica, ma che per ora conviene affidarsi alle cure tradizionali perché i rischi e i costi sono inferiori.

Per utilizzare il laser occorre inoltre una particolare preparazione medica: una lunghezza d’onda o un livello di potenza sbagliati potrebbero causare ulteriori danni al tessuto parodontale. C’è inoltre preoccupazione tra i dentisti perché la pubblicità sta attribuendo a questa terapia più benefici di quanto in realtà recherebbe.

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