Quando mettere l'apparecchio fisso

L’apparecchio fisso è da sempre una delle soluzioni più efficaci per risolvere molti problemi dentali. Col tempo il progresso tecnologico ha consentito un notevole sviluppo dell’ortodonzia fissa e la creazione di modelli sempre più sofisticati e meno invasivi. Ma in quali casi utilizzarlo? A che età è indicato e come viene prescritto? Scopriamolo insieme.

Apparecchio fisso: in quali casi metterlo?

L’ortodonzia fissa si occupa di curare i difetti di malocclusione, ovvero quando il disallineamento dei denti o delle mascelle non consente la chiusura corretta delle arcate dentarie. Molte volte basta guardarsi allo specchio per accorgersene ma come fare nei casi meno evidenti? Non bisogna mai dimenticare che il nostro corpo è un organismo unitario e che le diverse parti che lo compongono sono strettamente interconnesse, pertanto un problema in una specifica area può generare patologie in altre aree. Occorre quindi prestare attenzione agli indizi sparsi nel corpo e che potrebbero segnalarci la presenza di questa patologia. Vediamone i principali:

  • Masticatura anomala: se mentre mangi tendi a morderti in modo involontario le pareti interne della bocca e a danneggiare il tessuto gengivale del palato potresti soffrire di diverse tipologie di malocclusione come il morso profondo, inverso o crociato.
  • Frequenti e inspiegabili mal di testa: è stato ampiamente dimostrata la correlazione tra l’articolazione temporo-mandibolare e cefalee.
  • Postura scorretta: sembra incredibile ma una cattiva occlusione alla lunga può generare questo tipo di problemi.
  • Cibo incastrato tra i denti: se è frequente e hai difficoltà nel rimuoverlo con spazzolino o filo interdentale potresti soffrire di affollamento, ovvero quando gli elementi dentari hanno poco spazio e tendono a scontrarsi. Questo potrebbe inoltre generare cattivo alito a causa dei batteri depositati.

Una volta identificati questi indizi occorre affidarsi a un buon ortodontista il quale provvederà ad analizzare la bocca in modo approfondito, a compilare una diagnosi precisa ed eventualmente a prescrivere un trattamento ortodontico. Nello specifico realizzerà una radiografia ortopanoramica, osserverà il rapporto tra arcate dentarie e mascellari e farà alcune domande al paziente riguardo la sua storia clinica. Se la diagnosi rileva la necessità del trattamento, prenderà le impronte delle arcate e il laboratorio provvederà a realizzare l’apparecchio fisso.

L’ortodonzia fissa offre poi delle apparecchiature specifiche per la fase di pre-trattamento. Uno dei più diffusi è l’espansore a viti che serve per espandere i palati troppo stretti ed è utilizzato come sostegno alla successiva terapia di riposizionamento. Esistono infine casi in cui si utilizzano in previsione di più radicali correzioni chirurgiche maxillo-facciali.

Per quanto riguarda la scelta tra il modello mobile e quello permanente non c’è una risposta univoca, dipende dai singoli casi e non ha senso preferire a priori un o l’altro. Anche dal punto di vista estetico non ci sono grandi differenze, ormai esistono modelli permanenti pressoché invisibili, come quelli linguali, che si inseriscono dietro le arcate, o quelli trasparenti. Ciò che si può dire è che spesso, dopo la terapia col fisso, si prescrive un modello rimovibile di contenimento per non perdere i benefici acquisiti e aiutare la dentatura ad abituarsi alla nuova conformazione.

visita per apparecchio fisso ortodontico

A che età mettere l’apparecchio fisso?

L’azione dei dispositivi ortodontici è massima in tenera età e per questo motivo sono utilizzato da circa il 50% dei bambini. É consigliato sottoporre il bambino a una visita dentistica già verso i 6 anni per verificare la crescita corretta della dentatura e la presenza di eventuali campanelli d’allarme. Per quanto riguarda l’età in cui iniziare i trattamenti ci sono pareri differenti: in genere se il piccolo ha ancora i dentini da latte (decidui) ci si limita a terapie che agiscono sulle sole ossa mascellari, bisogna attendere i 10-11 anni per iniziare una cura che operi direttamente sugli elementi dentari per raddrizzarli. Per quanto riguarda le tipologie, si preferisce utilizzare quelli rimovibili nella fase in cui coesistono denti da latte e denti definitivi, mentre quelli permanenti si adoperano nella fase adolescenziale.

Per anni si è poi ritenuto che gli adulti non potessero trarre alcun beneficio dall’ortodonzia ma recenti studi scientifici hanno messo in crisi questo pregiudizio ed è sempre più frequente l’utilizzo dell’apparecchio fisso tra individui dai 35 anni in su. D’altronde, come già detto, il progresso tecnico-scientifico permette ormai l’inserimento di modelli poco invasivi e invisibili, i preferiti dagli adulti.

Speriamo di averti aiutato a capire quando mettere l’apparecchio fisso. Per ogni altra domanda non esitare a contattarci al numero 06 5683647 o scrivendoci qui.