Digrignare i denti

Digrignare i denti (bruxismo) è un problema che affligge tra i 15 e i 18 milioni di italiani, soprattutto di notte. Ma quali sono le cause? quali i sintomi?
In questo articolo risponderemo a queste domande e illustreremo i rimedi più adatti a risolvere il problema.

Digrignare i denti: le cause

Prima di tutto occorre distinguere il digrignamento, detto bruxismo dinamico o grinding, dal serramento, detto bruxismo statico o clenching: entrambi rientrano nella categoria delle parafunzioni perché si tratta di funzioni anomale della bocca, ma mentre il primo indica lo sfregare di un’arcata dentaria sull’altra ed è di solito notturno, il secondo indica la tendenza a stringere i muscoli masticatori ed è più frequente di giorno.

Secondo aspetto da segnalare è che questo problema odontoiatrico (e non solo odontoiatrico) colpisce gli adulti ma anche i bambini. Il secondo caso è molto più frequente di quanto si immagini e, secondo alcuni studi scientifici, potrebbe indicare anche la presenza di vermi nell’intestino del bambino.

Fatte queste doverose precisazioni scopriamo i perché di questo problema:

  • Malocclusione dentale o mandibolare: il tentativo spontaneo di correggere il disallineamento dei denti e delle ossa mandibolari può spingere allo sfregamento delle arcate dentarie.
  • Lo stress e la tensione emotiva accumulata spinge a contrarre costantemente i muscoli. Durante il sonno, ovvero nel principale momento di rilassamento, il nostro corpo può provare a scaricare queste tensioni attraverso il digrignamento. Si tratta quindi di un modo di reagire naturale ma alla lunga dannoso. Questa è una delle cause principali di bruxismo, e non è un caso che l’80% di chi ne è vittima abita in aree urbane, dove lo stress è notoriamente più intenso.
  • Un atteggiamento posturale scorretto che può portare a sovraccarichi e squilibri dannosi per le articolazioni temporo-mandibolari.
  • Consumo di tabacco, caffeina e sostanze che alterano il sonno. Questa correlazione è stata confermata da 7 recenti studi effettuati negli Stati Uniti su un campione variabile da 50 a 10.229 individui.
  • Fattori genetici: spesso chi ne soffre ha già casi in famiglia.

bruxismo notturno

Digrignare i denti: conseguenze e sintomi

Poiché lo sfregamento avviene spesso di notte non se ne è sempre consapevoli. Vediamo i fattori principali che possono indicare la presenza di questo patologia:

  • Denti scheggiati
  • Dolore mandibolare
  • Mal di testa (cefalee) e forti dolori al collo
  • Ipersensibilità dentale e gengivale

Digrignare i denti: cure e tecniche per evitarlo

Per individuare la cura corretta occorre prima di tutto affidarsi a uno specialista di Gnatologia, la branca dell’Odontoiatria che si occupa di curare l’apparato masticatorio. Ma vediamo il ventaglio di soluzioni disponibili:

  • Bite: è un apparecchio mobile in resina trasparente che si inserisce durante la notte. Favorisce il rilassamento dei muscoli, protegge gli elementi dentari e ne stimola anche il corretto riposizionamento. Attualmente è il rimedio più efficace perché non si limita a combattere i sintomi ma agisce anche alla radice.
  • Cure dentali per riallineare i denti.
  • Farmaci specifici che aiutano la distensione muscolare. Nei casi più gravi e sotto stretta sorveglianza di un professionista odontoiatrico si può ricorrere a regolari iniezioni di tossina botulinica, una sostanza che serve ad “addormentare” il massetere, il muscolo che ha la funzione di muovere la mandibola.
  • Ginnastica posturale: attività come yoga, pilates e simili recano benefici a tutta l’articolazione temporo-mandibolare ma in generale a tutto il corpo.
  • Relax: svolgere attività rilassanti, bere tisane e infusi, prendersi un po’ di tempo per sè stessi o magari farsi aiutare da uno psicologo per individuare e attenuare frustrazioni e tensioni.

Per ogni ulteriore dettaglio e chiarimento non esitare a contattare un odontoiatra qualificato. Lui saprà fornirti una soluzione personalizzata e adatta alle tue specifiche esigenze.