Dente-incluso

Cosa significa dente incluso?

L‘inclusione dentale o disodontiasi è la mancata eruzione di un dente oltre i tempi fisiologici di sviluppo dell’arcata. Il dente incluso è differente da quello ritenuto: mentre nel primo la radice si è ormai formata, nel secondo non è ancora matura e c’è ancora la possibilità di eruzione naturale. La classificazione dei casi di disodontiasi varia in base all’entità dell’inclusione (parziale o completa), alla sua durata (permanente o temporanea) e alla posizione che il dente incluso assume all’interno dell’osso mandibolare o della mucosa del cavo orale (orizzontale, verticale o obliqua).

Inclusione dentale: cause e sintomi

Le cause variano ma sono sostanzialmente legate all’orientamento scorretto del dente e allo spazio insufficiente sull’arcata. Scendiamo nel dettaglio:

  • Denti in numero maggiore del normale
  • Caduta precoce del dente da latte. In pratica quando un dente deciduo cade prima che quello permanente sia pronto per occupare il suo posto, quest’ultimo può rimanere incastrato nella gengiva a causa dei movimenti anomali dei denti vicini che cercano di occuparne lo spazio vuoto
  • Malformazioni genetiche (agenesie ecc.)
  • Palato stretto. In questo caso l’elemento dentario può rimanere imprigionato proprio nel palato
  • Cisti dentali
  • Traumi
  • Cause indirette come malnutrizione e insufficienza tiroidea

Le complicazioni sono estetiche e funzionali, come la formazione di cisti, gengiviti, linfonodi del collo e, qualora il processo di infiammazione innescato si estenda a tutta la bocca, anche accumuli di pus con relative fistole.

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Dente del giudizio incluso e canino incluso

I casi più frequenti di inclusione dentale sono quelli riguardanti i denti del giudizio (in particolare i terzi molari) e i canini.

Il dente del giudizio appare di solito tra i 18 e i 25 anni ma spesso ci sono ritardi nell’eruzione. Qualora la sua fuoriuscita non si verifichi entro i 30 anni è consigliabile ricorrere a una visita specialistica e in caso all’estrazione, per evitare possibili pericoroniti (malattia infettivo/infiammatoria della corona dentaria), cisti e tumori odontogeni.

Per quanto riguarda il canino incluso, uno studio ha dimostrata una netta prevalenza tra le donne (circa l’80%) e che circa il 23% dei pazienti affetti soffri anche di anomalie dentarie come agenesia dei laterali superiori, dei terzi molari inferiori e dei premolari. Per la diagnosi, come per gli altri casi di dente incluso, occorrono radiografie dettagliate per analizzare la posizione del canino nell’osso e constatarne i rapporti con gli elementi attigui.

Dente incluso: cosa fare?

La cura della disodontiasi, detta disinclusione, prevede soluzioni che variano in base ad alcuni fattori. In genere si opta per l’esposizione chirurgica e in seguito si effettua un trattamento ordodontico, tra i più complessi e lunghi nel campo dell’ortodonzia, che consenta il giusto posizionamento del dente esposto. Se l’elemento incluso ha una posizione corretta si asportano i tessuti che lo circondano o lo coprono, in caso contrario si procede all’estrazione accompagnata da una cura antibiotica. A volte si invertono le fasi e si preferisce anteporre all’operazione chiurgica l’utilizzo di un apparecchio ortodontico che crei lo spazio necessario a recuperare il dente.

Altra possibile soluzione è l’autotrapianto, ovvero l’estrazione e la ricollocazione del dente nella posizione corretta.

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